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“REALIZZAZIONE DI UN CENTRO DI COMPOSTAGGIO DI PROSSIMITÀ NEL COMUNE DI BELSITO A SERVIZIO DEI COMUNI DI BELSITO (CAPOFILA), GRIMALDI E MANGONE”.
Il compostaggio è un processo bioossidativo aerobico che avviene a carico di matrici organiche. Il processo è promosso da microrganismi che di norma sono naturalmente presenti nell’ambiente ed essenzialmente riconducibili a tre categorie principali: batteri, attinomiceti e funghi. I batteri sono i principali responsabili della generazione del calore durante il processo di decomposizione e, di norma, sono decompositori veloci in grado di utilizzare le sostanze più facilmente degradabili e i prodotti intermedi del metabolismo fungino. Gli attinomiceti degradano sostanze complesse, quali proteine, cellulose, emicellulose, chitina e lignina e sono i principali responsabili del caratteristico odore di terra che si sprigiona dal Compost maturo. I funghi sono invece responsabili della degradazione di molecole complesse, quali cere, emicellulose, pectina e lignina rendendo disponibili ai batteri metabolici dei prodotti intermedi altrimenti non degradabili. Il processo di compostaggio, replica, in tempi più celeri, il naturale processo di umificazione attivo nel sottobosco e viene controllato in modo da migliorare la naturale mineralizzazione e umificazione della sostanza organica, ottenendo in tal modo un prodotto biologicamente stabile e maturo. Le matrici sottoposte al trattamento di compostaggio sono: scarti della manutenzione del verde e umido proveniente da raccolta differenziata dei rifiuti. In generale le apparecchiature elettromeccaniche in commercio (compostiere) sono dotate di un sistema di riconoscimento utenza, installato in prossimità dello sportello di carico in grado di leggere le tessere sanitarie degli utenti. Quando il cittadino posizionerà la tessera sull’apposita banda, il software potrà confermare l’accesso aprendo lo sportello, qualora esso sia presente nel registro utenze, mentre nel caso contrario ne impedirà il conferimento. L’impianto di caricamento è costituito da una vasca in acciaio inox che consente di introdurre all’interno della stessa gli scarti organici attraverso l’utilizzo di mezzi d’opera quali Porter o similari. Una volta rilevato il peso del conferimento, al rifiuto verrà aggiunta automaticamente la quantità di strutturante necessaria e trasferito nella camera di compostaggio. La durata del processo, in totale, sarà non inferiore a 90 giorni, come previsto dal D.M. 5 febbraio 1998 e dal D.M. 05 aprile 2006 num. 186 e s.m.i.i. comprendenti una fase di bio-ossidazione accelerata durante la quale viene assicurato un apporto di ossigeno alla massa mediante rivoltamento e aerazione, seguito da una fase di maturazione in cumulo. Nella camera di maturazione il materiale organico subisce un primo processo aerobico di trasformazione che lo porta in poco tempo alla temperatura ottimale 50°-55°, garantendo così la sterilizzazione del rifiuto e abbattendo la carica batterica del materiale in ingresso. Il materiale, una volta conclusa la prima fase, subisce in automatico un processo di rivoltamento e ossigenazione, con le temperature che vengono tenute a livelli più bassi per poter consentire una maturazione migliore del compost in formazione. Il materiale in uscita sarà vagliato da un setacciatore collocato alla bocca di uscita del compost per la separazione di eventuali frazioni estranee che saranno avviate alla raccolta indifferenziata. Per l’installazione della compostiera si renderanno necessarie una serie di opere accessorie per l’integrazione della stessa nell’isola ecologica esistente. L’area dove sarà ubicato l’impianto verrà pavimentata in cls e verrà collegata alla rete elettrica, idrica e di raccolta delle prime piogge già esistente. La macchina sarà posata su basamento in cemento armato e protetta da una tettoia con struttura portante in acciaio con copertura in pannelli di lamiera grecata.



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